TRAPANI - GRUPPO SACRO LA DEPOSIZIONE CETO DEI SARTI E TAPPEZZIERI DAL 1619.

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Concessione e Capitoli Sarti


Si ringrazia il Sig. Salvatore Accardi per la concessione di queste Ricerche Storiche e Documenti.
tratti direttamente dal sito www.trapaniinvittissima.it


La Deposizione - Ceto dei Sarti. Atto del Notaio Diego Martino Ximenes – 3 aprile 1619.

Contratto di concessione del mistere detto della “deposizione di Cristo” rogato da Diego Martino Ximenes il 3 aprile 1619, nella minuta di corda archivista 10559, carta 49 recto e verso e 206 recto – A.S.T.

Testo Originale


Quia venerabilis societas pretiosissimi sanguinis Christi huius Invictissime civitatis Drepani est solita quolibet anno in die veneris sancti in memoriam passionis domini nostri Jesu Christi conducere per totam istam civitatem misteria passionis domini nostri Jesu Christi et ut dicitur la Casacza magna devotione et edificatione totius istius civitatis et inter alia misteria que in dicto die veneris sancti conducuntur conducitur misterium dive Marie pietatis cum Christo in bracza sancto Joanne evangelista et Magdala et ut dictum misterium conducatur maiori reverentia consules artis sutoris cum interventu magistrorum sutorum multoties requisiverunt et per nonnullos requiri fecerunt rectorem et fratres dicte Societatis Sanguinis Christi quatenus voluissent et contentarentur dare dictum misterium dictis consulibus et magistris artis sutoris quod dicti magistri se obligaverint videlicet quattuor eorum vicissim ut dicies portare in collo dictum misterium et restans dictorum magistrorum asociare dictum misterium cum suis torcis accensis in manibus et dictos magistros cum dictis torcis accensis non posse esse minus duodecim et quod in hoc presente anno dicti magistri sutores se obligaverint dare eidem societati torcias sex quas dictus rector et fratres conservare debent in arca facienda ad expensas dictorum magistrorum quam arcam tam dicti consules quam dicti rector et frates detinere debent intus ecclesiam dicte societatis cum duabus clavibus unam quorum detinere habeat et debeat rector dicte societatis et alteram consules dicte artis et quod dicta elemosina fienda per dicti consules et magistros teneantur dicti consules facere tot torcias aut beneficium dicto misterio dictis consulibus bene visum et agnoscentes dicti rector et fratres dicte societatis dictam obligationem fore et esse in beneficium dicte societatis et in honorem huius civitatis facto prius colloquio inter eos decrevit dictus rector cum interventu nonnullorum fratrum dictam oblactionem acceptare dare dictis consulibus dictum misterium et devenire ad infrascriptum actum modo et forma quibus infra.
Hinc est quod hodie presenti die pretitulato dicti magister Vincentius Piscopo, magister Franciscus Prinzi et magister Joannes de Urtugno consules dictis artis sutoris huius civitatis Drepani pro se et successoribus suis in perpetuum nec non et magister Petrus Navarro, magister Philippus de Chiaza, magister Joseph la Barbera, magister Petrus Campanella, magister Vitus Moretto, magister Joseph Buscaino, magister Franciscus de Peri, magister Didacus Piscopo, magister Hieronimus Lo Arzante, magister Nicolaus Corso , magister Honofrius Campanella, magister Salvator Rallo, magister Dominicus Teglio, magister Dominicus de Vita et Joannes Antonius Tubia magistri sutores civitatis Drepani mihi notario cogniti coram nobis sponte et solemniter quilibet eorum principaliter et in solidum se obligantes renunciantes promiserunt convenerunt seque solemniter obligaverunt et obligant quolibet anno incipiendo in anno presente in die veneris sancti in qua die conducuntur misteria passionis domini nostri Jesu Christi videlicet quatuor eorum vicissim ut dicies portare in collo dictum misterium dive Marie pietatis cum lo Christo in bracza sancto Joanne evangelista et Magdala et restans dictorum magistrorum asociare dictum misterium cum suis torcis accensis ad requisitionem dictorum magistrorum ac etiam dicti consules et magistri se obligaverunt et obligant dare in hoc presente anno dicte societatis torcias sex quas dicti rector et fratres conservare debent in arca fienda ad expensas dictorum magistrorum quem detinere habeant et debeant intus ecclesiam dicte societatis cum duabus clavibus unam quarum detinere habeat et debeat dictus rector et alteram dicti consules omni contradictione cessante in pace.
Sub pactis infrascriptis tamen pactis clausulis et conditionibus et quod che li ditti rectore et fratelli di ditta compagnia del sangue di Christo non possano levare detto misterio di poteri di detti consuli et mastri di custureri per nessuna causa ex pacto.
Item che della elemosina che farranno detti mastri et consuli siano obligati detti consuli farni tanti torci overo beneficare lo detto misterio ad eleptione di detti consuli ex pacto item che li detti mastri che accompagniranno ditto misterio con li torci allumati in mano non possano essere meno di dudici altrimente contravenendo detti mastri et consuli alli cosi premissi et di supra narrati tali casu li benefitij fatti per li detti consuli et magistri si intendano acquistati alla ditta compagnia del sangue di Christo ex pacto.
Et predictam attendere Iuraverunt Unde Testes don Franciscus Barbara, confrater Ugo Parisi cives Drepani.
RICERCA STORICA A CURA DI: SALVATORE ACCARDI.

Testo Tradotto

Siccome la Venerabile Società del Preziosissimo Sangue di Cristo di questa invittissima Città di Trapani, ogni anno, nel giorno di Venerdì Santo, in memoria della Passione di Signore Nostro Gesù Cristo suole portare per l’intera suddetta città i Misteri della Passione di Signore Nostro Gesù Cristo, detti “La Casazza Magna”, per la devozione e l’edificazione dell’intera cittadinanza; e tra gli altri Misteri che si portano in detto Venerdì Santo, si conduce anche il Mistero della “divina pietà di Maria con Cristo tra le braccia, San Giovanni evangelista e Maddalena”e perché questo mistero sia portato con maggior devozione, i consoli dell’Arte dei Sarti, con l’approvazione dei mastri della stessa, hanno più volte richiesto e inoltrato richieste per mezzo di molte persone al rettore e ai frati di detta Società del Sangue di Cristo affinché volessero e piacesse loro dare detto Mistero ai detti consoli e mastri dell’Arte dei Sarti e che detti mastri si obbligassero ad unirsi (alla processione di) detto mistere: quattro di loro reciprocamente eletti portarlo in collo e i rimanenti associarlo con le loro torce accese in mano e che i detti tedofori non possano essere di numero inferiore a dodici e così in questo presente anno, i detti mastri dell’arte dei Sarti si obbligano di dare alla medesima Società sei torce che il detto rettore e frati conservino in una cassa da custodire nella chiesa di detta Società da farsi a spese di detti mastri e che tanto i detti consoli quanto il detto rettore e frati possiedano due chiavi, una delle quali sia trattenuta e conservata dal rettore di detta Società e l’altra dai consoli di detta arte. Che detti consoli e mastri procurino un certo numero di torce da farsi come offerta e in beneficio di detto mistere ben sapendo detto rettore e frati di detta Società che detta processione è e sarà a vantaggio di tale Società e in onore di codesta città, con previa loro consultazione e con la partecipazione di più frati detto rettore ha deciso di accettare detta proposta e di dare detto Mistero ai detti consoli e che quest’atto di obbligazione sarà di riferimento quanto a forma e modalità su specificate.
Dunque da quest’oggi i predetti mastro Vincenzo Piscopo, mastro Francesco Prinzi e mastro Giovanni de Urtugno entrambi consoli dell’Arte dei Sarti della città di Trapani per se e per i loro successori in perpetuo come anche mastro Pietro Navarro, mastro Filippo de Chiaza, mastro Giuseppe la Barbera, mastro Pietro Campanella, mastro Vito Moretto, mastro Giuseppe Buscaino, mastro Francesco de Peri, mastro Diego Piscopo, mastro Girolamo lo Arzante, mastro Nicolò Corso, mastro Onofrio Campanella, mastro Salvatore Rallo, mastro Domenico Teglio, mastro Domenico de Vita e Giovanni Antonio Tubia, mastri dell’arte dei Sarti della città di Trapani a me notaio noti così volendo, obbligando liberamente e solennemente in prima persona ciascun di loro in solido dichiarano e hanno promesso, convenuto e solennemente si sono obbligati e si obbligano a che ogni Venerdì Santo dell’anno, a cominciare dal presente, e in qualsiasi altro giorno di processione dei Misteri della Passione del Signore Nostro Gesù Cristo a unirsi (alla processione di) detto mistere, quattro di loro eletti reciprocamente di portare in collo detto mistere della divina pietà di Maria con Cristo in braccio, San Giovanni evangelista e Maddalena e i rimanenti detti mastri associarlo con le loro torce accese in mano come anche nel presente anno i detti consoli e mastri si obbligarono e si obbligano e su istanza di detti ufficiali dare alla detta società sei torce e che il detto rettore e frati conservino nella cassa da costruire a spese di detti mastri e che tanto i detti consoli quanto il detto rettore e frati possiedano due chiavi, una delle quali sia trattenuta e conservata dal rettore di detta Società e l’altra dai detti consoli mettendo fine ad ogni equivoco, in pace.
Dunque (si stabilisce) secondo gli infrascritti patti, clausole e obbligazioni che li ditti rectore et fratelli di ditta compagnia del sangue di Christo non possano levare detto misterio di poteri di detti consuli et mastri di custureri per nessuna causa ex pacto.
Item che della elemosina che farranno detti mastri et consuli siano obligati detti consuli farni tanti torci overo beneficare lo detto misterio ad eleptione di detti consuli ex pacto item che li detti mastri che accompagniranno ditto misterio con li torci allumati in mano non possano essere meno di dudici altrimente contravenendo detti mastri et consuli alli cosi premissi et di supra narrati tali casu li benefitij fatti per li detti consuli et magistri si intendano acquistati alla ditta compagnia del sangue di Christo, come convenuto.Onde a quanto sudetto giurarono Testimoni don Francesco Barbara e il confrate Ugo Parisi cittadini di Trapani.

RICERCA STORICA A CURA DI: SALVATORE ACCARDI.


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